L’Aquila Capitale della Cultura 2026: un viaggio tra cultura, borghi e cucina abruzzese
Nel 2026 L’Aquila è Capitale italiana della Cultura.
Un anno pensato non soltanto per raccontare una città, ma per mettere in relazione un territorio più ampio: il centro storico dell’Aquila, i suoi musei e i suoi spazi culturali, i borghi dell’Appennino, le aree interne e le comunità che custodiscono una parte essenziale della storia dell’Abruzzo.
Il programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 comprende oltre 300 eventi distribuiti nell’arco di 300 giorni, tra arte, musica, teatro, cinema, danza, ricerca e nuove forme di partecipazione. Una grande occasione per scoprire l’Abruzzo attraverso esperienze diverse e complementari.
E proprio in questa idea di territorio trova posto anche Santo Stefano di Sessanio.
Dall’Aquila ai borghi dell’Appennino
A poco più di mille metri di altitudine, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Santo Stefano di Sessanio è uno dei borghi storici più caratteristici dell’Abruzzo.
Arrivare qui significa cambiare ritmo.
Dopo una mostra, uno spettacolo o una giornata trascorsa a L’Aquila, il viaggio può proseguire verso le montagne, attraverso un paesaggio fatto di piccoli borghi, pietra, pascoli e antiche architetture.
È un Abruzzo diverso da quello delle grandi città e delle coste: più silenzioso, essenziale e profondamente legato alla propria storia.
È proprio questa identità dei luoghi che Sextantio ha scelto di preservare a Santo Stefano di Sessanio, attraverso un progetto di recupero dell’architettura storica e di valorizzazione delle tradizioni locali.
Un pranzo nel cuore di Santo Stefano di Sessanio
In questo contesto nasce Sextantio Cucina.
Il ristorante si trova all’interno di un antico palazzo sottoposto a vincolo della Soprintendenza, restaurato secondo un criterio rigorosamente conservativo. Due grandi archi in pietra, un camino centrale recuperato nella Baronia di Carapelle, antichi arredi e ceramiche artigianali costruiscono uno spazio nel quale l’architettura e la cucina fanno parte della stessa esperienza.
Per questo un pranzo a Sextantio Cucina può diventare una naturale prosecuzione di una giornata dedicata alla cultura.
Non soltanto una pausa tra un evento e l’altro, ma un modo per conoscere il territorio anche attraverso la sua memoria gastronomica.
La memoria dell’Abruzzo nel piatto
La cucina di Sextantio Cucina nasce da una ricerca condotta insieme al Museo delle Genti d’Abruzzo sulla cucina popolare delle comunità dell’area.
La ricerca ha raccolto testimonianze e ricette provenienti da Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, Calascio, Castel del Monte, Barisciano e Carapelle, dando vita a uno schedario di oltre settanta ricette, alcune delle quali non più in uso.
È da questa memoria che prende forma il percorso Radici, dedicato alla cucina agro-pastorale del territorio.
Accanto a Radici, Evoluzione interpreta invece gli stessi ingredienti e la stessa cultura gastronomica attraverso una sensibilità contemporanea.
Alla guida della cucina c’è Dino Como, abruzzese di Palena, con quindici anni di esperienza al fianco di Niko Romito, dieci dei quali al Reale, tre stelle Michelin. La sua cucina parte dalle materie prime di montagna e dalle tecniche della tradizione per trasformarle senza tradirne l’identità.
È un modo diverso di intendere la cucina contemporanea: non separata dal luogo in cui nasce, ma profondamente legata ad esso.
Dopo una mostra, prima di uno spettacolo, per incontrare l’Abruzzo
L’Aquila 2026 offre molte occasioni per costruire una giornata più ampia intorno alla cultura.
Una mostra al MAXXI L’Aquila, una visita al centro storico, uno spettacolo, un concerto o uno degli appuntamenti del ricco calendario possono diventare il punto di partenza per scoprire anche il territorio circostante.
Il programma 2026 coinvolge infatti non soltanto la città, ma un sistema più ampio di paesi, aree interne, istituzioni culturali e comunità.
Santo Stefano di Sessanio può essere una delle tappe di questo viaggio.
Un luogo dove fermarsi per un pranzo, proseguire verso le montagne, visitare i borghi vicini o semplicemente dedicare qualche ora alla scoperta di un paesaggio e di una cultura che hanno conservato una forte identità.
Pranzi ed eventi a Sextantio Cucina
Sextantio Cucina è aperta a pranzo il sabato, la domenica, il lunedì e il martedì e a cena dal venerdì al martedì.
Per chi visita L’Aquila e il territorio durante l’anno della Capitale italiana della Cultura, il pranzo può diventare quindi un’occasione per trasformare una giornata culturale in un’esperienza più completa.
Ma la cucina può essere anche una destinazione per occasioni private, incontri e momenti conviviali da vivere nel contesto storico di Santo Stefano di Sessanio.
Per informazioni, disponibilità e prenotazioni:
Sextantio Cucina
Via Nazario Sauro
Santo Stefano di Sessanio (AQ)
Tel. +39 0862 899116
cucina@sextantio.it
L’Aquila 2026, un’occasione per scoprire un territorio
La Capitale italiana della Cultura non è soltanto un appuntamento da vivere in città.
È un invito a guardare più lontano.
A uscire dai percorsi più conosciuti, raggiungere i borghi, incontrare le comunità e conoscere quelle espressioni della cultura italiana che sopravvivono nei paesaggi, nelle architetture, nelle tradizioni e anche nella cucina.
Da L’Aquila a Santo Stefano di Sessanio, la cultura può diventare un viaggio.
E un pranzo può essere parte di quel viaggio.