Fondazione Sextantio: Il Progetto socio-sanitario in Rwanda
La Fondazione Sextantio E. T. S. ha la missione di migliorare le condizioni socio-sanitarie nei paesi in via di sviluppo. A tal fine, in Rwanda, la Fondazione Sextantio, tramite la “Mutuelle de Santé”, ha l’obiettivo di pagare l’assicurazione per l’assistenza sanitaria di base alle persone che non possono permettersela e che rischiano di morire per patologie facilmente curabili a basso costo.
Il contesto sanitario in Rwanda
Dopo il genocidio del 1994, il governo rwandese ha aperto numerosi centri sanitari, ma l’accesso alle cure è rimasto a lungo precluso a una vasta fetta di popolazione. Nel 2005 è stato introdotto il progetto della Mutuelle de Santé (assicurazione sanitaria). Oggi, circa l’81% della popolazione ne beneficia e il 9% possiede altre assicurazioni.
Tuttavia, si stima che un 5% della popolazione (circa 550.000 persone) sia talmente indigente da non poter pagare nemmeno il costo minimo della Mutuelle, pari a circa 4 dollari a persona. Avere questa assicurazione è vitale: con soli 30 centesimi di dollaro (200 Franchi Rw), un cittadino può accedere a visite, esami del sangue e medicinali essenziali.
Identificazione dei beneficiari
Per individuare chi ha realmente bisogno, lo Stato rwandese e la Caritas (che effettua i controlli per conto della Onlus) utilizzano criteri empirici basati sulla composizione familiare, le proprietà e le condizioni abitative. L’assegnazione finale avviene per alzata di mano durante assemblee pubbliche delle “comunità di base”, garantendo trasparenza davanti a tutto il villaggio.
L’impegno di Sextantio
L’attività, guidata dal presidente onorario Tara Gandhi, è iniziata nel 2008 con 8.000 assicurazioni. La crescita è stata costante:
– 2009: 80.000 assicurazioni.
– 2010: 125.457 assicurazioni.
– 2011: 161.000 beneficiari (circa il 30% degli indigenti totali del Paese).
– Dal 2008 al 2024, l’intervento ha finanziato complessivamente 337.649 quote annuali, di cui il 30% destinate a bambini sotto i 5 anni. Inizialmente sostenuta da crowdfunding, oggi la Fondazione è finanziata interamente dai proventi delle società Sextantio che devolvono parte degli utili al progetto. L’obiettivo futuro è che il resort in Rwanda, ormai pronto (nonostante un tentativo di concussione respinto per ottenere l’agibilità), diventi la fonte principale e continuativa di finanziamento attraverso i suoi ricavi, operando come una Community Benefit Company di diritto locale.
Risultati e Impatto
– Il sistema della MHI (Mutual Health Insurance) ha prodotto risultati straordinari sull’accesso alle prestazioni sanitarie:
– Mortalità infantile: Diminuita dal 15,2% al 5% tra il 2005 e il 2015. Garantire l’assicurazione a 100 bambini per 10 anni salva statisticamente 10 vite.
– Malaria: In un distretto servito da Caritas, quest’anno non si sono registrati decessi tra i bambini sotto i 5 anni grazie a diagnosi tempestive.
– AIDS: Decessi scesi da 49.000 (2001) a 5.600 (2012).
– Mortalità materna: I parti assistiti in strutture sanitarie sono passati dal 28% al 91%.
Resta una criticità nel campo delle neoplasie, i cui costi diagnostici e di cura non sono ancora sostenibili dalle attuali coperture.
Prospettive Future
In sintesi, sebbene il merito principale vada allo Stato del Rwanda per aver creato un sistema accessibile al 92% dei cittadini, il progetto di Sextantio ha dimostrato un rapporto costi/benefici estremamente efficace ed efficiente.
In futuro, con la Fondazione stiamo cercando anche finanziamenti istituzionali per garantire continuità al sostegno degli indigenti. È inoltre prevista la creazione di un centro di ricerca per monitorare l’impatto del progetto con studi clinici mirati. Questo modello nasce come un esperimento replicabile in altri Paesi del Sud del mondo.
Come aiutarci
Puoi sostenere Sextantio Onlus tramite:
– Bonifico Bancario: Intestato a C/C FONDAZIONE SEXTANTIO ETS – IBAN: IT33E0542477431000001000409.
– 5×1000: Inserisci il codice fiscale 91180090689 nella dichiarazione dei redditi.
– Le donazioni godono di agevolazioni fiscali (deduzione o detrazione). Per informazioni: onlus@sextantio.it.
Nel corso del 2019 Sextantio Onlus ha avviato un nuovo progetto nell’isola di Nkombo, al confine tra il Rwanda e la Repubblica democratica del Congo. www.sextantiorwanda.com
L’idea identitaria che ha partorito i progetti nel borgo di Santo Stefano di Sessanio e ai Sassi di Matera vuole essere riproposta con la medesima filosofia in un altro luogo della “marginalità”, l’Isola Nkombo, Rwanda. Un’isola di confine in territorio Rwandese, abitata per lo più da popolazioni Congolesi dediti alla pesca, agricoltura e pastorizia di puro sostentamento.
Gli abitanti dell’isola parlano un dialetto specifico di questa area, il Mashi. La memoria orale racconta che le ragazze Rwandesi incinte ma non sposate o un poco liberali rispetto al concetto di monogamia venivano gettate nel lago vicino all’Isola dei Pescatori, salvate da questi ma rimanevano ad uno stadio intermedio tra collaboratrici domestiche e la vera e propria schiavitù. Dalle unioni tra i Pescatori Congolesi e queste ragazze Rwandesi si è formata l’attuale popolazione dell’isola.
Il progetto per le Capanne prende avvio dal materiale presente nel Museo Etnografico della capitale francofona del Rwanda, Butare, museo appartenuto al Re del Belgio e oggi proprietà dello stato Rwandese, ma ad un primo sguardo queste capanne non sono così dissimili da tante altre che si trovano nelle montagne della foresta equatoriale.
La zona dove sono collocate le Capanne è collocata all’estremità settentrionale dell’isola, quella più distante dalla terra ferma, con la più bassa densità di popolazione ed abitata da una minoranza Musulmana che si caratterizza nonostante la loro povertà per alcune fogge di particolare grazia nei vestiti femminili.
Come in tutta l’isola anche nelle nostre capanne si vivrà di auto sussistenza tramite le produzioni agricole nel nostro terreno e attività di allevamento animale che caratterizza il sostentamento familiare. Una tradizione molto sedimentata che dovrebbe forse andare oltre i bisogni primari è la produzione di “birra di banana”, un fermentato locale, presente in tutte le aree marginali della foresta equatoriale occidentale.
L’unico piccolo commercio sarà l’acquisto del pesce dai pescatori locali o la possibilità di prendere insieme a loro le zuppe di pesce che vengono quotidianamente preparate per il loro sostentamento.
Rispetto al tipico resort Africano, l’elemento antropologico locale diventa l’elemento intorno al quale gira tutta l’esperienza.
Il tentativo anche in questa terza esperienza è che il turismo non devasti i sottili equilibri socio-culturali del territorio, la dimensione di economia sociale del progetto si declinerà nel dispensare le Assicurazioni sanitarie che prevengono malattie curabili a costi irrisori ma che hanno tutt’ora un alto tasso di mortalità.
Finanziata interamente dai Soci dell’Associazione Sextantio Onlus, gli utili di gestione dell’attività ricettiva saranno devoluti all’Associazione stessa che continuerà a sostenere la copertura dell’assicurazione sanitaria per gli indigenti del Rwanda in difficoltà, a partire proprio dagli abitanti dell’isola di Nkombo.