Onlus

Il Progetto

Fondazione Sextantio: il progetto socio-sanitario in Rwanda
La Fondazione Sextantio E.T.S. ha tra i propri obiettivi il miglioramento delle condizioni socio-sanitarie nei Paesi in via di sviluppo.
In Rwanda, la Fondazione sostiene, attraverso il sistema della Mutuelle de Santé – Community-Based Health Insurance (CBHI), il pagamento della copertura sanitaria per persone e famiglie in condizioni di particolare vulnerabilità economica che non sarebbero in grado di sostenere autonomamente il costo dell’assicurazione.
L’obiettivo è semplice: permettere alle persone più povere di accedere tempestivamente alle cure di base e ridurre il rischio che una malattia curabile si trasformi, per ragioni economiche, in una situazione grave o letale.

Il contesto sanitario in Rwanda
Dopo il genocidio contro i Tutsi del 1994, il Rwanda ha avviato un importante processo di ricostruzione del sistema sanitario, sviluppando una rete capillare di strutture sanitarie e introducendo progressivamente sistemi di assicurazione sanitaria comunitaria.
Il sistema della Community-Based Health Insurance (CBHI), comunemente chiamato Mutuelle de Santé, è stato sviluppato progressivamente a partire dalle politiche di assicurazione sanitaria elaborate nei primi anni Duemila e successivamente esteso a livello nazionale. La diffusione nazionale delle Mutuelles è stata consolidata nella seconda metà degli anni 2000.
Oggi la copertura sanitaria del Rwanda è molto più elevata rispetto agli anni in cui il progetto Sextantio ebbe inizio.
Secondo i dati ufficiali del Rwanda relativi al 2023/24, l’85,3% della popolazione disponeva di un’assicurazione sanitaria. Tra le persone assicurate, il Community-Based Health Insurance rappresentava circa il 93% della copertura assicurativa.
I dati del Ministero della Salute indicano inoltre che nel 2023/24 il CBHI copriva circa l’83,5% dell’intera popolazione, pari a circa il 92% delle persone assicurate.
Questi dati mostrano l’ampiezza raggiunta dal sistema sanitario rwandese, ma anche l’importanza di continuare a sostenere le fasce della popolazione che rimangono economicamente più vulnerabili.

Quanto costa la Mutuelle de Santé
Il sistema CBHI prevede oggi contributi differenziati in funzione della categoria socio-economica.
Per la Categoria I, riservata alle persone prive di reddito, il contributo annuale è di 4.000 Franchi rwandesi per persona ed è interamente sostenuto dal Governo.
Per la Categoria II, il contributo è anch’esso di 4.000 Franchi per persona: 3.000 Franchi sono a carico dell’assicurato e 1.000 sono coperti dal Governo.
Le categorie successive prevedono contributi maggiori.
Il sistema consente agli assicurati di accedere a una gamma di prestazioni presso strutture sanitarie convenzionate, comprese cure presso health posts e health centres e, secondo le modalità previste dal sistema, servizi ospedalieri e di livello superiore.
È quindi importante sottolineare che il valore del progetto non risiede soltanto nell’importo relativamente contenuto della quota assicurativa, ma soprattutto nel rendere possibile l’accesso al sistema sanitario a persone che, in assenza di sostegno, rischierebbero di rinunciare alle cure.

Identificazione dei beneficiari
Il progetto Sextantio è rivolto alle persone economicamente più vulnerabili.
Nel corso degli anni, l’identificazione dei beneficiari è stata realizzata attraverso una collaborazione con le strutture locali, le comunità e la Caritas, secondo procedure finalizzate a individuare le famiglie che non erano in grado di sostenere autonomamente il costo dell’assicurazione.
I criteri utilizzati, con l’aiuto della RSSB, hanno tenuto conto, tra gli altri elementi, della composizione familiare, delle condizioni abitative, delle risorse disponibili e della capacità della famiglia di soddisfare i bisogni essenziali.
La metodologia adottata dal progetto ha inoltre previsto verifiche e controlli successivi, con l’obiettivo di assicurare che le risorse destinate alla copertura sanitaria raggiungessero effettivamente le persone individuate come beneficiarie.
Nel tempo, il progetto ha cercato di mantenere una particolare attenzione alla trasparenza nell’identificazione dei beneficiari e nella destinazione dei fondi.

L’impegno di Sextantio
L’intervento di Sextantio in Rwanda è iniziato nel 2008, con un primo progetto pilota che garantì la copertura sanitaria a circa 8.000 persone.
L’attività si è successivamente ampliata:
Dal 2008 al 2026 la Sextantio a preso in caria 442.370 beneficiari.

Il ruolo della Fondazione
Il progetto è nato inizialmente attraverso risorse proprie e successivamente è stato sostenuto anche con attività di raccolta fondi.

L’obiettivo attuale è costruire un modello di finanziamento più stabile e continuativo, nel quale le attività economiche collegate al progetto in Rwanda possano contribuire nel tempo al sostegno delle attività socio-sanitarie.
In particolare, il progetto turistico sviluppato da Sextantio a Nkombo Island è stato concepito anche come strumento per generare risorse da destinare alle attività sociali e sanitarie. La stessa documentazione di Sextantio descrive l’idea di destinare gli utili dell’attività ricettiva al sostegno delle assicurazioni sanitarie per le popolazioni indigenti.

Risultati e impatto
Il progetto Sextantio si inserisce all’interno di un più ampio processo di trasformazione del sistema sanitario rwandese.
È importante, quindi, non attribuire esclusivamente alla Fondazione Sextantio i miglioramenti degli indicatori sanitari nazionali, che sono il risultato di numerosi fattori: politiche pubbliche, sviluppo delle strutture sanitarie, vaccinazioni, programmi contro malaria e HIV, assistenza materno-infantile, formazione del personale sanitario, assicurazione sanitaria e interventi di numerose organizzazioni nazionali e internazionali.
Il contributo specifico di Sextantio consiste nel finanziare l’accesso all’assicurazione sanitaria per persone che altrimenti rischierebbero di rimanerne escluse.
Mortalità infantile
La mortalità infatile viene espressa per 1.000 nati vivi.
I dati più recenti della Rwanda Demographic and Health Survey 2025 indicano:
mortalità neonatale: 17 per 1.000 nati vivi;
mortalità infantile: 27 per 1.000;
mortalità sotto i cinque anni: 36 per 1.000.
La stessa indagine mostra che la mortalità sotto i cinque anni è scesa da 45 per 1.000 nel 2020 a 36 per 1.000 nel 2025.

Assistenza al parto e salute materna

Secondo i dati delle indagini demografiche e sanitarie del Rwanda, nel 2005 circa il 28,2% delle nascite avveniva in una struttura sanitaria. Nel 2014/15 la percentuale era salita a circa 90,7%.
Il dato più recente è ancora più elevato: la RDHS 2025 rileva che il 98% delle nascite è avvenuto in una struttura sanitaria con assistenza di personale qualificato.
Anche in questo caso, il miglioramento è il risultato dell’intero sistema sanitario rwandese e non può essere attribuito esclusivamente a Sextantio.

Malaria
La malaria rimane una delle patologie per le quali l’accesso tempestivo alla diagnosi e al trattamento è vitale importanza.
A livello nazionale, il Ministero della Salute ha riportato una forte diminuzione dell’incidenza della malaria, da 308 a 45 casi per 1.000 abitanti nel periodo considerato dal precedente Health Sector Strategic Plan.

Un sistema sanitario in continua evoluzione
I risultati raggiunti dal Rwanda negli ultimi vent’anni sono significativi.
Secondo il Ministero della Salute, tra il 2014/15 e il 2023 la mortalità materna è diminuita da 210 a 105 decessi ogni 100.000 nati vivi; nello stesso periodo sono migliorati anche diversi indicatori relativi alla salute neonatale, alla malaria e all’assistenza al parto.
La RDHS 2025 conferma la prosecuzione di questo miglioramento: la mortalità materna è scesa a 149 decessi ogni 100.000 nati vivi, rispetto a 203 nel 2020, mentre la mortalità sotto i cinque anni è scesa a 36 per 1.000.
Questi risultati testimoniano la trasformazione del sistema sanitario rwandese, alla quale hanno contribuito le politiche pubbliche e numerosi partner internazionali e locali.

Una criticità ancora aperta: le malattie ad alto costo
L’assicurazione sanitaria di base rappresenta uno strumento essenziale per l’accesso alle cure, ma non elimina tutte le difficoltà economiche legate alla salute.
In particolare, le malattie oncologiche e altre patologie che richiedono diagnosi specialistiche, trattamenti complessi o terapie costose possono rappresentare una sfida significativa per i pazienti e per il sistema sanitario.
Per questo motivo, il progetto Sextantio intende continuare a concentrarsi sull’accesso alle cure di base per le persone più vulnerabili, valutando parallelamente possibili interventi futuri in collaborazione con istituzioni e strutture sanitarie.

Prospettive future
Il Rwanda ha costruito uno dei sistemi di assicurazione sanitaria comunitaria più estesi dell’Africa subsahariana.
Oggi, tuttavia, il quadro è diverso da quello del 2008: la copertura sanitaria nazionale è molto più ampia e il sistema pubblico sostiene integralmente la quota della Categoria I del CBHI.
La funzione del progetto Sextantio deve quindi evolvere insieme al sistema sanitario nazionale.
L’obiettivo non è sostituirsi allo Stato, ma integrare il sistema pubblico laddove esistano ancora persone e famiglie che, per la loro condizione economica, rischiano di rimanere escluse o vulnerabili.
La Fondazione intende inoltre ricercare finanziamenti istituzionali e partnership che possano garantire continuità al sostegno degli indigenti.
Un ulteriore obiettivo è sviluppare un sistema più strutturato di monitoraggio e valutazione dell’impatto, raccogliendo dati sulle persone assicurate, sull’accesso ai servizi sanitari e sulle principali patologie trattate.
Questo permetterebbe di passare dalla semplice contabilizzazione del numero di assicurazioni finanziate alla misurazione degli effetti concreti dell’intervento sulla salute delle comunità beneficiarie.

Un modello potenzialmente replicabile
L’esperienza di Sextantio nasce da un principio semplice: un piccolo contributo economico può permettere a una persona molto povera di entrare nel sistema sanitario e ricevere cure che altrimenti potrebbe non riuscire a ottenere.
Il progetto non pretende di sostituire il sistema sanitario nazionale, ma di intervenire a sostegno delle persone più vulnerabili.
L’esperienza maturata dal 2008 può inoltre fornire elementi utili per studiare modelli analoghi in altri Paesi a basso reddito, sempre adattandoli alle specifiche condizioni istituzionali, economiche e sanitarie locali.
L’obiettivo finale è costruire un modello nel quale attività economica, responsabilità sociale e accesso alla salute possano sostenersi reciprocamente, creando una fonte di finanziamento duratura per le comunità più vulnerabili.

Come aiutarci

Puoi sostenere Sextantio Onlus tramite:

– Bonifico Bancario: Intestato a C/C FONDAZIONE SEXTANTIO ETS – IBAN: IT33E0542477431000001000409.

– 5×1000: Inserisci il codice fiscale 91180090689 nella dichiarazione dei redditi.

– Le donazioni godono di agevolazioni fiscali (deduzione o detrazione). Per informazioni: onlus@sextantio.it.

Progetto "Capanne", Nkombo Island, rwanda

Nel corso del 2019 Sextantio Onlus ha avviato un nuovo progetto nell’isola di Nkombo, al confine tra il Rwanda e la Repubblica democratica del Congo. www.sextantiorwanda.com

L’idea identitaria che ha partorito i progetti nel borgo di Santo Stefano di Sessanio e ai Sassi di Matera vuole essere riproposta con la medesima filosofia in un altro luogo della “marginalità”, l’Isola Nkombo, Rwanda. Un’isola di confine in territorio Rwandese, abitata per lo più da popolazioni Congolesi dediti alla pesca, agricoltura e pastorizia di puro sostentamento.

Gli abitanti dell’isola parlano un dialetto specifico di questa area, il Mashi. La memoria orale racconta che le ragazze Rwandesi incinte ma non sposate o un poco liberali rispetto al concetto di monogamia venivano gettate nel lago vicino all’Isola dei Pescatori, salvate da questi ma rimanevano ad uno stadio intermedio tra collaboratrici domestiche e la vera e propria schiavitù. Dalle unioni tra i Pescatori Congolesi e queste ragazze Rwandesi si è formata l’attuale popolazione dell’isola.

Il progetto per le Capanne prende avvio dal materiale presente nel Museo Etnografico della capitale francofona del Rwanda, Butare, museo appartenuto al Re del Belgio e oggi proprietà dello stato Rwandese, ma ad un primo sguardo queste capanne non sono così dissimili da tante altre che si trovano nelle montagne della foresta equatoriale.

La zona dove sono collocate le Capanne è collocata all’estremità settentrionale dell’isola, quella più distante dalla terra ferma, con la più bassa densità di popolazione ed abitata da una minoranza Musulmana che si caratterizza nonostante la loro povertà per alcune fogge di particolare grazia nei vestiti femminili.

Come in tutta l’isola anche nelle nostre capanne si vivrà di auto sussistenza tramite le produzioni agricole nel nostro terreno e attività di allevamento animale che caratterizza il sostentamento familiare. Una tradizione molto sedimentata che dovrebbe forse andare oltre i bisogni primari è la produzione di “birra di banana”, un fermentato locale, presente in tutte le aree marginali della foresta equatoriale occidentale.

L’unico piccolo commercio sarà l’acquisto del pesce dai pescatori locali o la possibilità di prendere insieme a loro le zuppe di pesce che vengono quotidianamente preparate per il loro sostentamento.

Rispetto al tipico resort Africano, l’elemento antropologico locale diventa l’elemento intorno al quale gira tutta l’esperienza.

Il tentativo anche in questa terza esperienza è che il turismo non devasti i sottili equilibri socio-culturali del territorio, la dimensione di economia sociale del progetto si declinerà nel dispensare le Assicurazioni sanitarie che prevengono malattie curabili a costi irrisori ma che hanno tutt’ora un alto tasso di mortalità.

Finanziata interamente dai Soci dell’Associazione Sextantio Onlus, gli utili di gestione dell’attività ricettiva saranno devoluti all’Associazione stessa che continuerà a sostenere la copertura dell’assicurazione sanitaria per gli indigenti del Rwanda in difficoltà, a partire proprio dagli abitanti dell’isola di Nkombo.

www.sextantiorwanda.com