Meraviglie nascoste tra i tratturi

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Chiese rurali e siti archeologici

Perduti nel tempo, cristallizzati in un Medioevo magico e suggestivo, quello abruzzese, si trovano ruderi, chiese e borghi così piccoli da essere stati risparmiati dalla globalizzazione, a due passi dal Gran Sasso.

A Bominaco, frazione di Caporciano, dove inizia il tratturo Centurelle-Montesecco, la chiesa di Santa Maria dei Cintorelli benediceva ogni anno la partenza dei pastori e delle greggi alla transumanza. In realtà non è niente di più di una piccola cappella che spunta in mezzo alla campagna come un miraggio, un vero e proprio gioiello di arte, con affreschi pre-giotteschi che la rendono simile ad una Cappella degli Scrovegni in miniatura.

Lasciata Bominaco si raggiunge Navelli, delizioso borgo arroccato su una collina, che nelle campagne conserva un gioiello rinascimentale, la chiesa della Madonna delle Grazie.

Risalente al XVI secolo, ancora oggi rievoca la sua antica funzione di rifugio per i pastori grazie alle forme essenziali e la grande navata. La struttura tuttavia è resa imponente ed elegante dalla facciata quadrangolare decorata da un raffinato rosone.

Questi sono i luoghi in cui fiorisce lo zafferano, preziosa coltura che tinge di rosso i campi lungo il nostro percorso.

La presenza di tante piccole chiese e cappelle lungo i tratturi non deve stupire, gli uomini che si incamminavano su questi percorsi avevano mesi lontani da casa ad aspettarli e la fede era un sollievo alle preoccupazioni e alla fatica.

Oltre a paesaggi mozzafiato e luoghi di culto, questi antichi tracciati conducono anche in alcuni importanti siti archeologici risalenti ad età romana e pre-romana.

Imperdibile è sicuramente il parco archeologico di Amiternum, antica città romana che diede i natali allo storico Sallustio. Qui si possono ammirare i resti dell’anfiteatro romano, una villa con mosaici e affreschi e le fondamenta dell’acquedotto. Immerso nella pace della natura incontaminata, esso è certamente il posto ideale per una vacanza primaverile. Ma se volete immergervi nel fascino di una storia ancora poco conosciuta, non potete non fare un salto tra Capestrano e Ofena, dove di recente sono stati portati alla luce i resti dell’antica Aufinum, la città in cui è stato ritrovato il celebre guerriero di Capestrano, simbolo della regione Abruzzo: il personaggio raffigurato, Nevio Pompuledio, armato di spada e con indosso un cappello, fu uno degli ultimi re d’Abruzzo.

Dei popoli che vissero prima dei romani si sa pochissimo e ciò che la montagna continua a regalare è un’avventura continua, come il teatro scavato nella roccia viva ad Ofena, nella splendida valle del Tirino.
Ripercorrere i tratturi è come attraversare la storia e saltare nel tempo e nello spazio, essi ci rivelano l’anima più profonda dell’Abruzzo, fatto di duro lavoro, di terra, di fede, di lotta, insomma non perdete l’occasione di scoprire la bellezza della vacanza in Abruzzo!

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